Tutta colpa di quel modulo

24 Feb 2018

Messaggio WhatsApp del 23 Febbraio

Ciao Maurizio,
sono una docente ed ho frequentato

il vostro corso lo scorso anno a Palermo 
Da quest'anno ho cambiato scuola e non sono più su cattedra di sostegno.

Sono comunque rimasta nel gruppo whatsApp creatosi in quell'occasione e conosco le vostte iniziative.
Ho fatto molta pubblicità alla vostra associazione tra le colleghe della vecchia e nuova scuola ed una ha già partecipato quest'anno.   
Ho girato anche la notizia del seminario di maggio a Palermo. 
Ho sempre molta stima in voi e nella vostra professionalità. 
Porgi i miei saluti a Matteo. La sua simpatia ed affabilità mi hanno impressionato e la sua umanità mi ha segnata profondamente, tanto da ( e lo confesso solo adesso.....) avere una profonda crisi di coscienza sul vero valore del docente di sostegno....
È tutta colpa o merito di quel modulo 6 sull'ETICA  se ho deciso di passare su posto comune 
Scherzo (ma non troppo) comunque resterete sempre nel mio cuore.

 

Risposta del 24 Febbraio 2018 ore 7.00:

Ciao e scusami se ti scrivo di buon ora. Ma ieri, quando ho letto il tuo messaggio, ho compreso bene ciò che volevi dirmi, ma per la fretta ho tralasciato forse un po' il significato, anzi, direi, il senso e la profondità di ciò che mi hai comunicato. Stamattina, rileggendolo, è stato per me come un contraccolpo. Si, perché, ne ho scovato dentro anche  il senso di ciò che abbiamo cominciato a fare l'anno scorso e che continuiamo a fare ancora. L'organizzazione di un corso è già bastevole a se stessa se registriamo la partecipazione di un folto numero di persone, perché vuol dire avere risposto al bisogno, non mio personale, ma di altri che nel nostro ente ci lavorano stabilmente. Insomma, è lavoro. Tuttavia, per chi mi conosce bene, sa che questo non può bastarmi. Ho sempre l'esigenza di una motivazione più "altra". Ne ho avuto in questo periodo l'intuizione, ma leggendo dietro le righe di ciò che hai scritto, adesso è tutto un po' più chiaro.: il nostro corso non è per dare risposte codificate e certe o che vanno bene per qualsiasi circostanza. Anzi, al contrario, il nostro corso, oggi oserei dire "PerCorso",  c'è affinché possa mettere "in crisi" chi vi partecipa.

Il termine "crisi", di per sè, come ripeteva sempre un grande educatore dei nostri tempi (Don Luigi Giussani) è un termine positivo perché indica un "continuo ricercare" e quindi un mettersi all'opera per trovare, valutare e misurare i propri tentativi di risposta e nel contempo capire di più se stessi, e magari aprirsi anche al confronto con gli altri. E tu ne hai dato testimonianza! Abbiamo incontrato decine di persone nei nostri corsi, e il vero lavoro  lo stanno facendo loro, proprio perché, non volendo essere da soli in questo tentativo  di trovarsi più adeguati, sono oggi da traino per l'immobilismo  di tanta gente.
Ti ringrazio e ti auguro un gran bene.

 

Messaggio del 24 Febbraio ore 8.30:

Grazie Maurizio
Si in realtà anche se l'ho detto sinteticamente  il senso era più profondo.
Dopo il corso e il modulo sull'etica sono diventata triste e ho cercato di trovare delle risposte dentro di me 
Lavorare con bambini autistici e le loro famiglie non può essere improvvisato e non può bastare riuscire a farli stare in classe, fargli riempire un pò di schede e quaderni, farli stare tranquilli senza creare problemi in classe e per la scuola .....
Non mi sentivo all'altezza del ruolo   ho avuto paura  e  mi sentivo "sola" in questo mio sentire nella mia scuola 
Ho preferito fuggire  e  cambiare  prospettiva  
Continuate a seminare conoscenza ed amore  con la vostra professionalità e sensibilità  
vi auguro  un gran bene 
Grazie Maurizio per essere andato più in profondità e di aver voluto comprendermi.

(Omissis....)

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